Gillespie Direct Line, Churchill e NIG, ovvero gli asset assicurativi di Royal Bank of Scotland tornano sul mercato. Nel tentativo di fare cassa per superare indenne i venti della crisi, già lo scorso anno, prima dell’allontanamento del chief executive Fred Goodwin e l’intervento in prima persona dello stato britannico, RBS aveva avviato le operazioni di dismissione del business assicurativo.
Prima che l’idea fosse abbandonata nel dicembre 2008, i potenziali acquirenti in corsa per mettere le mani sulle compagnie controllate da RBS erano società di private equity: CVC Capital, Apollo Management and BC Partners. Chissà se a distanza di un anno saranno disposte a riparlarne. Di certo, non sulla base dei 7 miliardi di sterline richiesti. Un prezzo giudicato eccessivo allora, figuriamoci oggi.
Questa volta però, il cambio di bandiera per Direct Line, Churchill e NIG sembra certo.
L’alleggerimento delle attività assicurative di RBS è infatti una delle condizioni considerate fondamentali dal governo britannico per procedere al piano di integrazione a lungo termine, previsto a regime entro i prossimi 5 anni, tra Lloyds Banking Group e RBS, istituti parzialmente nazionalizzati, con Northern Rock, interamente controllato dallo Stato.